28 e 29 novembre Dalle fabbriche alla Palestina la stessa lotta!
28 e 29 novembre
Dalle fabbriche alla Palestina la stessa lotta!
Nota del dipartimento sindacale del Pdac
28 e 29 novembre
Dalle fabbriche alla Palestina la stessa lotta!
Nota del dipartimento sindacale del Pdac
Per uno sciopero unitario il 28 novembre.
Appello agli iscritti Cgil
Militanti del Partito di Alternativa Comunista iscritti alla Cgil*
Sciopero generale del 28 novembre:
non sia che l’inizio!
Comunicato del Pdac
La storia nascosta del sionismo a un anno dall’uscita
A cura della redazione web
Il lavoro notturno, piaga invalidante e letale
di Diego Bossi (operaio Pirelli, turnista a ciclo continuo)
22 settembre: non è che l’inizio.
Costruiamo lo sciopero generale prolungato!
Comunicato dell’Esecutivo del Pdac
Sciopero generale a sostegno
della Resistenza palestinese!
Solidarietà alla Global Sumud Flotilla!
Comunicato di adesione allo sciopero
Lotte nel gruppo Stellantis
Negli ultimi 12 anni la famiglia Agnelli/Elkann ha destrutturato l’intera impalcatura industriale del settore automotive, continuando a incassare dividendi miliardari e a drenare quantità gigantesche di denaro pubblico dei lavoratori. Contemporaneamente sono decine di migliaia, tra licenziati e cassintegrati, le lavoratrici e i lavoratori che stanno pagando a caro prezzo la deindustrializzazione in Italia e le delocalizzazioni produttive.
Dapprima la nascita di FCA, poi la fusione col gruppo Peugeot che ha dato vita a Stellantis, multinazionale dell’automotive a traino francese, e da ultimo la vendita di Iveco, sono le principali stazioni di una «via crucis» percorsa solo dagli operai, gli unici a pagare questa crisi economica e strutturale del sistema capitalista.
Il blocco pressoché totale della produzione italiana, la delocalizzazione produttiva in Serbia e Polonia, nonché lo smantellamento immobiliare, oggi sono realtà palesi e innegabili: a nulla serviranno le rivendicazioni di piani industriali e di garanzie occupazionali; è dal secolo scorso che la Fiat annuncia piani industriali falsi per ricevere soldi pubblici sotto forma di finanziamenti, incentivi e ammortizzatori sociali!
Le notizie più recenti ci raccontano di richieste di trasferta in Serbia agli operai di Mirafiori e Pomigliano, presentate dalla dirigenza come «opportunità». Quello che non dicono è che stanno chiamando gli operai italiani perché gli operai serbi si stanno rifiutando di lavorare per meno di 800 euro al mese.
Di fronte a questo quadro devastante le direzioni dei sindacati confederali hanno la responsabilità di aver disinnescato le lotte e assecondato — per anni! — gli annunci finti di Stellantis: solo a disastro compiuto stanno denunciando la gravità della situazione e l’impatto devastante sull’intero indotto, ma ben si guardano dall’organizzare uno sciopero nazionale di tutto il settore.
L’unica soluzione è radicalizzare le lotte e unirle tra loro in tutti i settori, superando le divisioni sindacali, seguendo l’esempio delle operaie e degli operai organizzati nella Flmu-Cub (ex Slai Cobas) e nella Usb di Atessa e Cassino, da tempo uniti nelle lotte, anche e soprattutto in risposta ai licenziamenti politici di Francesca Felice e Delio Fantasia, avanguardie operaie in prima fila nella lotta per i diritti dei lavoratori. Serve costruire un fronte unico e conflittuale di lotta, ma soprattutto serve costruire un partito rivoluzionario su scala internazionale, in grado di essere riferimento politico e intervenire nelle lotte, contrastando i tradimenti di classe di riformisti e opportunisti sindacali.
Il 7° Congresso del Pdac esprime solidarietà alle operaie e agli operai Stellantis e impegna il partito nel sostegno incondizionato di tutte le iniziative di lotta che seguiranno
Dopo il referendum: la rivolta è il nostro voto!
di Diego Bossi
Il Ddl 1660 diventa decreto:
cosa cambia davvero?
di Daniele Cofani