Partito di Alternativa Comunista

GAY E LESBICHE:DIRITTO AL MATRIMONIO!

GAY E LESBICHE:DIRITTO AL MATRIMONIO!

Volantino distribuito dalla Sezione di Torino del Pdac alla manifestazione del 16 maggio

Oggi qui a Torino (e prossimamente in altre città d'Italia) prenderà avvio la giornata dell'orgoglio gay. Anche noi abbiamo deciso di scendere in piazza per esprimere la nostra solidarietà nei confronti dei gay e lesbiche che sono discriminati per i loro gusti sessuali non tradizionali.

Siamo anche a fianco delle persone transessuali che sono schernite e discriminate perché hanno deciso di fare quello che volevano del proprio corpo. In Italia i governi di centro-sinistra hanno illuso la comunità GBLT che avrebbero fatto qualcosa per garantire maggiori diritti alle coppie omosessuali (i cosiddetti PACS, tramutati in DICO) ma queste proposte non sono state trasformate in legge.

In un Paese come l'Italia dove le gerarchie ecclesiastiche e il Vaticano di fatto controllano e indirizzano a proprio vantaggio tutte le riflessioni riguardanti la vita delle persone (dall'aborto al divorzio e,in tempi più recenti, la fecondazione assistita e il testamento biologico).

Noi ci battiamo perché lo Stato sia realmente laico e non soggetto alle continue intromissioni della Chiesa reazionaria: per questo poniamo come principale rivendicazione la netta separazione tra Stato e Chiesa (cosa che fu istituita in Francia all'indomani della Rivoluzione Francese)

La nostra prospettiva

Come comunisti ci battiamo perché venga concesso anche alle coppie gay e lesbiche il diritto al matrimonio e al divorzio così come è garantito alle coppie etero.

Inoltre deve essere data anche alle coppie omosessuali e lesbiche la possibilità di adottare bambini, cosa che le coppie etero possono fare senza problemi. Per fare tutto ciò c'è una sola strada da percorrere ed è quella che porta a costruire una società socialista che spazzi via qualsiasi tipo di discriminazione sessuale.

All'indomani della Rivoluzione d'Ottobre del 1917 il governo sovietico cancellò tutte le leggi di discriminazione sessuale e, come Grigorji Batkis afferma ne La Rivoluzione sessuale in Russia "Per quanto riguarda l'omosessualità,la sodomia e altre diverse forme di gratificazione sessuale la legislazione sovietica le tratta allo stesso modo dei cosiddetti rapporti "naturali". Tutte le forme di relazione sono una questione privata".           

 

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